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Diabete: i 5 segnali da non sottovalutare

Diabete: i 5 segnali da non sottovalutare

03 Febbraio 2018

Sei sicuro di conoscere tutti i campanelli d’allarme che possono indicare la presenza di diabete?

Alcuni segnali sono più noti, altri, invece, sono poco conosciuti.

Ecco 5 fattori da non sottovalutare, che possono suggerire l’insorgere di diabete.

  1. Hai spesso molta sete?

Questo è uno dei sintomi più conosciuti del diabete: gli elevati livelli di glucosio nel sangue rendono la sete insistente e incontrollata. Anche bevendo, la sete da diabete difficilmente si placa.

  1. Fai frequentemente pipì?

Aumentando il consumo di acqua, aumenterà anche il bisogno di andare in bagno. Gli alti livelli di glicemia, inoltre, stimolano la diuresi anche durante la notte, facendoti alzare più volte dal letto per fare pipì. Espellendo molti liquidi, la cute e le mucose si disidratano: un circolo vizioso che fa ricomparire la sete.

  1. Hai sempre fame?

Il diabete impedisce al corpo di convertire gli zuccheri in energia per l’organismo: per questo motivo una fame continua potrebbe essere un campanello d’allarme del tuo fisico che cerca cibo per ricaricarsi.

  1. Sei dimagrito molto?

In caso di diabete, specialmente di tipo 1, i livelli di insulina sono molto ridotti: per questo le cellule non riescono ad utilizzare il glucosio come energia per l’organismo, e sono costrette a ripiegare sugli accumuli di grasso o le proteine muscolari.

  1. Ti formicolano gli arti?

Un insistente formicolio a mani e piedi può indicare un danneggiamento delle terminazioni nervose o dei vasi sanguigni che trasportano il nutrimento. Un sintomo da non sottovalutare e che può suggerire una ridotta sensibilità causata dal diabete.

Se hai uno o più di questi sintomi, parlane con il tuo medico: la prevenzione è l’arma migliore per il tuo benessere.

Prostata: attenzione anche a 40 anni

Prostata: attenzione anche a 40 anni

01 Febbraio 2018

Alcune patologie nella nostra mente sono connesse con l’invecchiamento: è il caso dei disturbi della prostata, che per la maggior parte delle persone sono circoscritti solo al raggiungimento dell’età matura.

Una recente ricerca condotta dalla Società Urologica Italiana, invece, ha dimostrato che circa il 10% dei quarantenni italiani mostra, a sorpresa, i sintomi precoci di ipertrofia prostatica benigna.

Tra le cause che possono scatenare i disturbi della prostata anche sotto i 50 anni spiccano ipertensione, colesterolo alto, trigliceridi, glicemia e diabete: tutti fattori che possono mettere seriamente a rischio la salute dell’apparato urinario anche in età giovane, aumentando l’incidenza di patologia a carico della prostata del 50%.

Come combattere i disturbi della prostata?

La migliore arma è sempre la prevenzione: se avete superato gli “anta” e notate sintomi come bruciore urinario o eccessiva frequenza di minzione, è tempo di sottoporsi a controlli regolari per monitorare lo stato di salute della zona urologica.

Gli esperti suggeriscono anche di controllare spesso i livelli di testosterone: cali ormonali possono contribuire allo sviluppo di una sindrome metabolica, strettamente connessa con la nascita di malattie urologiche.

Attenzione anche allo stile di vita: le ricerche dimostrano che una frequente attività sportiva riduce il rischio di ipertrofia prostatica benigna fino al 40%. Un’alimentazione sana, priva di grassi e povera di sale, il giusto riposo notturno ed una frequente attività sessuale possono fare il resto.

Informati chiedendo consiglio al tuo medico di famiglia o al tuo farmacista di fiducia: la prevenzione è una buona abitudine da non rimandare.

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